Il nuovo boom economico: un record di start-up aperte nel Regno Unito dopo la Brexit
- Pubblicato il
- Ultimo aggiornamento il 25 settembre 2023
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L'ultimo rapporto pubblicato dal Financial Times mostra come l'attuale pandemia di Coronavirus abbia innescato la nascita di numerose start-up nel Regno Unito.
Molte aziende stanno approfittando dei cambiamenti avvenuti nell'ultimo anno per una riorganizzazione aziendale o per costruire nuove realtà in grado di affrontare con successo il dopo Brexit e soprattutto il dopo Covid. I dati che emergono dallo studio sono incoraggianti: nel terzo trimestre dello scorso anno sono state aperte 221.000 nuove start-up, il dato più alto dell'ultimo decennio, mentre nei primi tre mesi del 2021 ne sono state registrate 211.000, secondo dato più alto dell'ultimo decennio.
L'abbassamento dei tassi di interesse, i vari sostegni governativi e le nuove opportunità che si sono presentate durante la pandemia hanno aiutato molti imprenditori a lanciare nuove attività . È importante sottolineare come i cambiamenti legati alla Covid in varie situazioni personali abbiano rappresentato un incentivo per molti individui che altrimenti non sarebbero stati in grado di avviare alcuna attività .
Per dare un'idea dei numeri importanti che sono stati registrati negli ultimi sei mesi, secondo uno studio di startups.co.uk, nel mese di aprile sono state registrate in media 5 nuove imprese online al giorno (compresi i fine settimana), 60% in più rispetto all'anno precedente; in altre parole, è stata registrata una nuova impresa quasi ogni ora lavorativa.
La cifra si basa sugli abbonamenti annuali a piattaforme di siti web professionali popolari come Wix e Squarespace.
Nonostante i dati incoraggianti del record di aperture di nuove start-up, c'è un lato oscuro da tenere in considerazione. Secondo gli ultimi dati di Companies House, il numero di società sciolte nel primo trimestre del 2021 è aumentato di 25% (34.191) rispetto al primo trimestre dello scorso anno, nonostante Companies House abbia temporaneamente bloccato le procedure di scioglimento volontario e obbligatorio tra il 21 gennaio e l'8 marzo 2021.
Al contrario, molte imprese destinate alla chiusura definitiva sono riuscite a sopravvivere soprattutto grazie alle opportunità che il web ha saputo offrire loro. Infatti, la situazione attuale ha portato molte di esse a doversi riadattare per sopravvivere: secondo startups.co.uk, si stima che la maggior parte delle imprese che hanno aperto un sito web per poter vendere i propri prodotti fossero già in commercio e che grazie alla loro presenza sul web abbiano ampiamente mitigato l'effetto negativo della pandemia.
Il dato fa ben sperare per la ripresa economica, in un periodo in cui tutti i settori dell'economia hanno sofferto e molte aziende hanno dovuto chiudere definitivamente.
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Autore
Domenico Santomasi
Foto di dylan nolte su Unsplash